Badòn:- Papà , hai finito di mangiare?
Zuck:- Sì, Badòn!
Badòn:- Giochi un po’ con me?
Zuck:- A che gioco giochiamo?
Badòn:- Agli incidenti gravi!
La coca lava più bianco
Tutto vero, sentito stamattina al TG1.
La banda dei catanesi riciclava i ricavi delle scommesse clandestine nel traffico di droga.
Bel modo di riciclare il denaro sporco.
11/9
Se volete sapere cosa significa 11 Settembre per Zuck, andate qui.
Se, invece, come eio livefast e altri, siete interessati a cosa stava facendo il vostro beneamato durante i fatidici attimi, Zuck era in trasferta a Marcianise in compagnia di due inglesi di Newbury. Dopo una giornata passata su internet a seguire gli sviluppi della vicenda invece di lavorare, abbiamo proseguito al bar dell’albergo, a ripeterci “It’s not possible” e “It’s unbelievable”, ubriachi di birra.
Terza tappa: Bad Kreuzen – Maria Taferl
Ed eccoci alla terza tappa della nostra avventura sulla ciclabile del Danubio: le altre le trovate qui.
Da Bad Kreuzen si scende di nuovo verso Grein per dirigersi verso Maria Taferl (il tragitto di Google Maps è un pochino diverso da quello della ciclabile). La giornata è nuvolosa. Fa niente, come potete vedere nella foto, mi sono già abbronzato dove necessario. A Grein si attraversa il fiume in battello e si pedala sulla riva destra in un succedersi di piccoli paeselli, su una strada che non è propriamente una ciclabile. Il tratto non è trafficato ma le poche auto sfrecciano abbastanza veloci. Si arriva al ponte in concomitanza della diga di Ybbs-Persenbeug e si passa dall’altra parte. A Persenbeug ci si ferma e si pranza in un baretto carino.
Si riparte dopo aver fatto sfogare i bimbi e ci si dirige, ora sulla riva sinistra verso Marbach, dove ci aspetta il pulmino che porta noi e le nostre attrezzature in cima alla collina di Maria Taferl.
Il paese è cresciuto intorno ad un santuario su una collina che domina la valle del Danubio. L’ hotel Rose, dove alloggiamo, ha una vista magnifica e una ricca gelateria a fianco. Visitiamo il santuario e ci godiamo il gelato e la vista: la giornata è finita.
Gli anni ottanta
Circola nei blog una serie di liste per spiegare ad un alieno quali siano i singoli più rappresentativi degli anni ottanta. Da queste liste emerge soprattutto quello che gli anni ottanta furono per la grande massa del pubblico (una gran massa di schifezze). Ma per me, e spero per molti altri, gli anni ottanta significarono tanta buona musica e quindi voglio pubblicare la lista delle mie canzoni anni ottanta. E chiedo a Emanuela, Bop, Solitaire di fare altrettanto, per equilibrare la cosa e non far scappare l’alieno a gambe levate.
- Rock the casbah (the Clash)
- One hit (to the body) (Rolling stones)
- Rattlesnakes (Lloyd Cole and the Commotions)
- Bigmouth strikes again (the Smiths)
- Wide open road (Triffids)
- Grass (XTC)
- Vanishing girl (the Dukes of stratosphear)
- Selfish little girl (the Chesterfield kings)
- I’m goin’ down (Bruce Springsteen)
- Fortress around your heart (Sting)
- Smalltown (John Cougar Mellencamp)
- With or without you (U2)
- It’s the end of the world (REM)
- These important years (Husker du)
- Bring on the night (Sting)
- You got it (Roy Orbison)
- End of the line (the Traveling Wilburys)
- Yer so bad (Tom Petty)
- Happy hour (the Housemartins)
- Greetings to the new brunette (Billy Bragg)
- What’s my scene (Hoodoo gurus)
- Jokerman (Bob Dylan)
- Mexican radio (Wall of voodoo)
- The big heat (Stan Ridgway)
- Make no mistake (Keith Richards)
- The lady don’t mind (Talking heads)
- Looking for love (Johnny Diesel)
- Fall on me (REM)
- In between days (the Cure)
- La bamba (los Lobos)
- Made of stone (the Stone roses)
- Romeo had Juliette (Lou Reed)
- Blue hotel (Chris Isaak)
- Centerfield (John Fogerty)
- Mayor of Simpleton (XTC)
- Atlantic city (Bruce Springsteen)
- Pride (U2)
- Start me up (Rolling stones)
- Love for sale (Talking heads)
Ho pure tentato di fare una playlist su youtube.